Il progetto artistico nasce come un’operazione di proiezione della mia condizione su figure femminili. A partire da un vissuto personale e intimo, questo processo mi consente di analizzare, elaborare, trasformare e dare forma all’indicibile. Le figure rappresentate diventano così uno spazio di mediazione tra esperienza individuale e dimensione collettiva.
La mia ricerca si nutre da sempre di storie di donne, appartenenti a epoche e culture diverse. Mi ispiro a figure simboliche del passato la cui distanza storica e dimensione ormai archetipica permettono di affrontare temi come emarginazione, sfruttamento e ingiustizia. Attraverso queste presenze sospese nel tempo, emergono problematiche che, pur radicate nel passato, continuano a manifestarsi nel presente.
Le mie opere funzionano come dispositivi critici, simboli che incarnano oppressione, resistenza e speranza capaci di interrogare lo spettatore sulla condizione femminile contemporanea. Sono opere di denuncia dei diritti negati, delle violenze invisibilizzate e delle discriminazioni subite dalle donne oggi, la cui forza silenziosa sovrasta il rumore mediatico che quotidianamente normalizza la violenza.



