I miei gioielli sono microcosmi nati da un profondo legame con la terra e la trasformazione: li ho pensati come piccole ed irripetibili creature, custodi di una bellezza fragile e rara. Tutto nasce nella mia memoria d’infanzia: la raccolta spontanea di piccoli “tesori” nel bosco o in riva al mare — sassolini, vetrini, conchiglie, foglie — che amavo collezionare nelle scatole come gioie preziose.

Oggi creo gioielli per rivivere quella stessa meraviglia, trasformando ogni elemento ceramico in un tesoro della natura da custodire e indossare.

Utilizzo la ceramica raku dalle iridescenze imprevedibili e la maiolica a terzo fuoco: i vari elementi sono modellati a mano e dopo molteplici fasi di lavorazione e cottura, collegati tra loro ed intrecciati con cuoio, seta e filati di fibre naturali: nodi materici che simboleggiano l’importanza dei legami e il senso dell’unione, in un risultato finale esclusivo.

Questa produzione si inserisce nella mia più ampia ricerca scultorea dedicata all’universo femminile: anche il gioiello diviene veicolo di memoria, offrendo a chi lo indossa la possibilità di portare con sé un segno di consapevolezza e di riconnessione con la propria forza vitale.