Il progetto nasce dall’urgenza di creare uno spazio di ritorno a sé, in un presente dominato da iperconnessione e produttività. L’opera si configura come dispositivo di sospensione: un ambiente pensato per sottrarre temporaneamente corpo e mente alla pressione dell’efficienza e restituirli ad una dimensione di presenza.

 

Ispirata alla stanza giapponese della Cerimonia del Tè, l’installazione ne rielabora i principi essenziali in un’esperienza contemporanea. Accoglie una sola persona alla volta, invitata a sedersi, respirare e sostare. Un breve video con immagini naturali contemplative essenze diffuse nell’ambiente e una vasca in ceramica contenente acqua che funge da specchio posta accanto all’ospite, attivano introspezione e presenza, trasformando ogni permanenza in una performance unica e irripetibile.

 

Proposta in contesti museali ed espositivi, Sukiya interrompe il flusso produttivo e la fruizione rapida delle immagini. La sua natura contemplativa assume così anche una dimensione critica: un gesto minimo che riafferma il valore della pausa, del silenzio e dell’esperienza interiore.

eleonora rinaldi sukiya anteprima opera

Sukiya Specchio del respiro