In queste opere indago il rapporto tra materia, spiritualità e condizione umana. Mi ispiro a forme e simboli appartenenti alla tradizione liturgica cristiana per riflettere sul bisogno di nutrimento materiale e spirituale e sul significato del sacro.
Scelgo la ceramica come medium di elezione. Lavorare con l’argilla e il fuoco significa misurarmi con le leggi della natura imparando la pazienza, l’umiltà e il rispetto dei tempi necessari alla trasformazione della materia. È in questa esperienza concreta che si definisce il mio linguaggio plastico e la dimensione spirituale del mio fare.
Gli oggetti liturgici, simbolo di nutrimento, cura e ritualità, diventano strumenti per recuperare il valore dei gesti, il senso del tempo e dell’abitare il mondo, rispondendo al bisogno contemporaneo di ritrovare il sacro nella vita di tutti i giorni.

